Informazioni Generali
V ISTI DA DENTRO
Le nostre “Ordinanze” costituiscono un vero e proprio regolamento interno, che gli aspiranti membri sono tenuti a leggere ed approvare insieme allo Statuto. Sono state adattate a nostro uso le ordinanze della Compagnia di S. Giorgio; l'impronta di questa compagnia sul nostro modo di agire è stata e rimane indelebile, ma abbiamo provato e stiamo provando a trasporre la nostra esperienza anche nel mondo ricostruttivo italiano, dandoci una identità definita e indipendente dalla Compagnia d'oltralpe.
Alla data di messa in linea di questo sito la nostra associazione conta oltre una ventina di iscritti. Sono rappresentate tutte le età ed entrambi i sessi. Quasi nessuno di noi svolge nella vita moderna attività correlabili con la ricostruzione storica. Come in tutti i gruppi esistono vari livelli di motivazione ed impegno dei membri: sogno di ogni “Capitano” sarebbe quello di poter avere disponibili agli eventi almeno due terzi delle forze. Fino a questo momento il nostro Capitano, nonostante qualche momento di sfiducia o ira furibonda, afferma di ritenersi largamente soddisfatto.
Non siamo un gruppo nella comune accezione del termine, ma una “federazione di singoli”, amici che insieme passo a passo hanno condotto il lavoro di ricerca e di realizzazione delle dotazioni personali. Non abbiamo alcun materiale in comune: ognuno di noi partecipa e contribuisce liberamente a tutte le attività con materiali e oggetti di esclusiva proprietà.
La ricerca, inizialmente non mirata, è evoluta secondo l'interesse individuale verso settori diversi nell'ambito della ricostruzione: chi si è dedicato maggiormente allo studio degli armamenti e delle tecniche belliche, chi alla cultura materiale, chi alla riscoperta di tecniche e procedimenti di lavorazione, cucina, tradizioni popolari, ecc.
Dopo molti anni di attività il bagaglio culturale dei singoli e il materiale di ricerca si è incrementato notevolmente. La compagnia dispone di un archivio fotografico che conta oltre 6000 immagini riproducenti fonti iconografiche del periodo in esame, scattate in chiese, musei, castelli di tutto il nord e centro Italia, per la maggior parte inedite; una ricca biblioteca di testi riguardanti i più diversi settori; uno schedario digitale di dettagli e oggetti attinti da più di mille quadri e miniature dell'epoca.
La conoscenza teorica si è progressivamente riversata sulla fase ricostruttiva: abbiamo dovuto confrontarci immediatamente con la realtà di una totale mancanza sul mercato di artigiani, il che ci ha spinto a realizzare ogni oggetto della nostra dotazione personalmente: abiti, scarpe, cuoiami, minuterie metalliche, dotazioni per il trasporto, la cucina, il pernottamento, l'esercizio delle attività militari ed artigianali, praticamente ogni cosa che possediamo è frutto del nostro lavoro. Vi è da osservare che questa manualità forzata non è stata mai vissuta come un limite, quanto piuttosto come un'occasione per mettere ulteriormente in pratica il nostro modo di intendere la ricostruzione, facendoci etichettare a volte come “integralisti”. Si sono letteralmente create capacità e specializzazioni prima inesistenti, costantemente messe alla prova da nuove realizzazioni e sottoposte a continue verifiche e miglioramenti, alla luce delle nuove conoscenze acquisite con la ricerca, e sono stati toccati settori di alta tecnologia quali quelli della produzione di armi e armature.
I CONTATTI CON L'ESTERNO
La proposta di eventi di elevata qualità di ricostruzione, in siti privi di contaminazioni moderne e attinenti al periodo che ricostruiamo, in collaborazione con amministrazioni che abbiano compreso la nostra natura e specificità, insieme a una corretta e capillare informazione al pubblico è uno dei nostri obiettivi primari.
Questo nostro desiderio deve però entrare in dialettica con le necessità e le strutture organizzative delle amministrazioni locali e delle istituzioni preposte alla conservazione e allo studio dei beni culturali, con le quali lentamente e faticosamente abbiamo iniziato a rapportarci, cercando di sfatare la convinzione comune che tutto quanto includa la cultura difficilmente produce spettacolo. Parallelamente si muove un dialogo con altri gruppi, nel tentativo di diffondere da un lato la cultura del dettaglio ricostruttivo e dall'altro la visione d'insieme della ricostruzione di cui siamo sostenitori.
L'esperienza concreta ci dimostra che gli spettatori che affluiscono agli eventi, di fronte alla novità del nostro modo di “essere spettacolo”, apprezzano la sua diversità. Anche lo spettatore più distratto viene magneticamente attratto da una esposizione museale vivente quale quella che noi possiamo offrire, e in cui può interagire con ognuno delle figure del passato che vede vivere la propria quotidianità davanti ai suoi occhi.
Molto importante è secondo il nostro modo di lavorare la divulgazione rivolta alle giovani generazioni. Abbiamo sperimentato con inatteso e piacevole successo, in più occasioni, che i bambini sono i più insaziabili divoratori di conoscenza; le nozioni apprese tramite esperienze dirette e tangibili sono quelle di gran lunga più durature e, in questa direzione, la ricostruzione storica può essere uno strumento eccezionale per l'apprendimento nei campi più disparati.
La divulgazione deve essere uno degli aspetti fondamentali della ricostruzione: inutile accumulare conoscenze senza trasmetterle. Nel dialogo e nell'interscambio è la crescita di noi come ricostruttori e negli altri fruitori.
Non disdegnamo comunque momenti di assoluto isolamento, piccoli eventi organizzati esclusivamente per noi stessi, in luoghi il più possibile integri per poter appagare il nostro bisogno di illusione.
 
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