Scelte Stilistiche
La perfetta ricostruzione non esisterà mai. Anche in epoche molto vicine alle nostre, supportate dall'evidenza incontestabile della fotografia, si riscontrano infinite varianti di attrezzature e dotazioni che dovrebbero rispondere a criteri di produzione massificata.
La nostra conoscenza è pari ad un gioco a tasselli di cui non conosciamo l'aspetto finale e del quale mancano sempre più tasselli via via che arretriamo nei secoli.
Sono sufficienti pochi decenni di scarto per rendere approssimato un lavoro di ricerca e ridurre una ricostruzione ad una semplice ipotesi discutibile.
Abbiamo scelto di contenere la nostra attività tra il 1460 ed il 1490.
Siamo stati tentati per anni dal periodo 1390-1420 che rappresenta il trionfo del gotico internazionale, forse l'espressione più medievale del medioevo, lo sviluppo frenetico dell'armatura, la guerra dei cent'anni…. quei “fortunati pochi… in questo giorno di S. Crispino”….. Ma la stilizzazione troppo esasperata dell'arte di quel periodo significa disporre di pochissime fonti dalle quali attingere particolari vitali delle cose di tutti i giorni.
La fine degli anni '80 del quattrocento e l'inizio del decennio successivo racchiudono non solo la data che gli storici hanno scelto per dare un taglio al medioevo ma rappresentano veramente un drastico cambio di stili, società e cultura, un mondo spazzato via dalle artiglierie degli eserciti al soldo dei grandi stati calati a devastare il nostro paese e definitivamente sepolto al suono delle danze macabre a Fornovo, Melegnano, Pavia…
Abbiamo quindi scelto la seconda metà del quattrocento perché nonostante la nostra avidità di conoscenza, non finiremo mai di scoprire nuove fonti a cui ispirarci tali e tante sono quelle databili a questo periodo. Abbiamo iniziato la nostra ricerca tra Riviera Ligure e basso Piemonte dove si contano a decine le piccole chiese di campagna decorate con pitture databili tra il 1460 ed il 1490, scene gremite di popolani, contadini, pezzenti, donne e uomini, santi e beati abbigliati in farsetti e giornee, schiere di armati come un unico muro di scintillanti corazze irto di lame di ogni foggia. Lentamente abbiamo seguito lo svolgersi di queste scene, il lungo cammino percorso da artisti senza nome e scoperto un sottile filo che accomuna le nostre valli a quelle di tutte le regioni alpine e poi giù lungo l'Italia fino ai ghignanti figuri di Atri, lontani…ma molto più vicini ai torturatori negli affreschi delle valli occitane di quanto qualunque critico d'arte possa farci credere.
Posti diversi, abiti diversi, stesse facce.
Gente di tutti i giorni dell'Italia del 1470, anno più anno meno.
 
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